Esercizi pratici per il dialogo senza facilitatore

Esercizi per il dialogo di Bohm

Per arrivare a interpretare correttamente il dialogo bohmiano occorrono esercizio e disciplina, la stessa disciplina che è richiesta nella pratica della meditazione. Esso stesso è una vera e propria forma di meditazione. E non c’è facilitatore che possa guidarti sulle tracce di nessun possibile insight, se non ti assumi tu stesso la responsabilità della tua educazione al dialogo. Qui trovi quattro serie di esercizi fondamentali, una per ognuno dei quattro movimenti elementari che devi imparare a compiere spontaneamente se vuoi provare ad avere un dialogo creativo e consapevole, così come lo intendiamo qui.

Utilizzo la figura evocativa del Custode per indicare colui che pratica l’esercizio, a significare l’abilità che sta esercitando, di custodire in se stesso l’arte di pensare insieme anche quando gli altri intorno a lui non la pratichino o l’abbiano smarrita. Il potere del Custode è quindi, principalmente, il potere dell’attenzione.

Si tratta di esercizi che nascono dall’esperienza pratica dei cerchi di dialogo e che sono suscettibili di continui miglioramenti e integrazioni. Essi fanno ricorso anche a tecniche e concetti mai espressamente richiamati da Bohm, che però si sono dimostrati utili, nella mia esperienza di facilitatore, per la comprensione e la pratica del processo da lui descritto. Ne sono un esempio la Comunicazione Nonviolenta di Rosenberg e la rappresentazione bisistemica del pensiero di Stanovich e West, che nel nostro gruppo impieghiamo largamente.

Come eseguire gli esercizi

Qualche giorno prima di partecipare a un incontro di dialogo, scegli uno degli esercizi elencati qui e utilizza i giorni che mancano all’appuntamento per comprendere a fondo il senso del compito. Rifletti sui concetti a cui fa riferimento e utilizza qualsiasi risorsa utile per approfondirne il significato (libri, appunti, articoli di questo blog, ecc.). Ritorna con il ricordo a qualche specifico dialogo che ti ha coinvolto particolarmente e immagina come avresti potuto eseguire l’esercizio in quella specifica circostanza. Ti saresti comportato diversamente da come hai fatto? Avresti detto cose diverse? In modo diverso? Cosa avresti cercato di osservare? Avresti potuto vedere cose diverse?

Poi immagina di arrivare al prossimo appuntamento con il gruppo e crea l’immagine mentale di te che stai lì seduto insieme agli altri e che, nel pieno del dialogo, svolgi serenamente l’esercizio riuscendo a mantenerti perfettamente concentrato su di esso dall’inizio alla fine, con assoluta naturalezza e piena soddisfazione. Ripeti questa immaginazione la sera, prima di addormentarti, e soprattutto nelle ore subito precedenti all’incontro.

Una volta arrivato il giorno del dialogo, fin dal momento in cui parti per raggiungere il luogo dell’incontro e poi soprattutto nel momento in cui entri nel cerchio e ti siedi, proponiti di mantenerti concentrato sull’esercizio da compiere. Se scegli di fare un login, sia quello il momento in cui ti cali profondamente nello spirito richiesto dall’esercizio. Non è necessario dichiarare agli altri l’esercizio che intendi eseguire: puoi farlo, se vuoi che magari gli altri ti diano una mano, come puoi non farlo, scegli tu. Ma è importante che ci sia un momento ben preciso in cui ti determini a entrare nello spirito dell’esercizio e gli dai inizio. Quindi anche se il gruppo preferisse saltare la pratica del login, tu fai lo stesso un tuo login interiore, interpretandolo in questo senso.

Se nel corso del dialogo ti sorprendessi a perdere la concentrazione sull’esercizio non permettere a S1 di fartene una colpa, ma torna semplicemente a focalizzarti sul compito che ti eri dato. Può esserti utile tenere a portata di mano una copia stampata dell’esercizio per tua tranquillità, nel caso che la stanchezza o l’emozione del momento giocassero qualche brutto scherzo alla tua memoria.

Ogni esercizio è pensato unicamente per consentire a chi lo pratica di acquisire una specifica abilità in relazione a un particolare aspetto del dialogo. Solo marginalmente, un Custode (cioè chi sta praticando uno degli esercizi) si può preoccupare anche di facilitare gli altri in merito agli aspetti del dialogo su cui si sta esercitando. Ma lo fa occasionalmente, con grande tatto e spirito di servizio, quando proprio si sentisse chiamato in causa dalla presenza di principianti bisognosi di un indirizzo, o da uno scadimento qualitativo del dialogo, o quando questo languisse, per rilanciarlo in qualche direzione utile attraverso l’offerta garbata di suggerimenti e stimoli, ricordando comunque sempre di trovarsi tra pari.

Inizialmente ti consiglio di eseguire un solo esercizio ad ogni incontro. E sebbene non sia una regola, potrebbe essere opportuno insistere con lo stesso esercizio per più incontri consecutivi, fintanto che non riterrai di avere acquisito stabilmente quelle abilità che l’esercizio intende farti maturare. L’ordine degli esercizi è libero, non è strettamente necessario rispettare quello di presentazione, tuttavia essi seguono un certo ordine logico. L’obiettivo elementare è comunque quello di arrivare col tempo a praticarli tutti, uno dopo l’altro. I dialoganti più esperti potranno poi iniziare a praticare più esercizi insieme nel corso dello stesso dialogo: prima due, poi tre, e così via a crescere. L’obiettivo finale è quello di arrivare ad eseguire senza sforzo tutti gli esercizi contemporaneamente; risultato ottenibile, ovviamente, solo con l’addestramento di S1.

Nel “dopo-dialogo”, in presenza o nel forum, è infine auspicabile che tu voglia condividere con gli altri la tua esperienza, raccontando se sei riuscito svolgere bene l’esercizio oppure no, cosa hai osservato, quali difficoltà hai incontrato, come sei eventualmente riuscito a superarle, ecc. Questo tipo di metadialogo è infatti un potente strumento di collaborazione e di crescita per tutto il gruppo. Ma in ogni caso ti consiglio di tenere un diario in cui registrare tutto questo, insieme ai tuoi progressi esercizio dopo esercizio.

Infine ti raccomando lo studio dei libri consigliati in calce a ogni gruppo di esercizi! Ti aiuteranno a cogliere ancora più in profondità il senso di queste pratiche e saranno fonte di grande ispirazione.

Gli esercizi sono raggruppati per “movimenti” del pensiero, intendendo con questo termine le operazioni essenziali della mente. Ognuna di queste operazioni o movimenti ha associato un Custode, il quale è chiamato ad esercitare una serie di abilità. Per ognuna di queste abilità ho previsto almeno un esercizio.

Piano generale degli esercizi

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3 pensieri riguardo “Esercizi pratici per il dialogo senza facilitatore

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