Un esempio

dialogo1C’è grande differenza tra le discussioni comuni e un dialogo bohmiano, non solo per lo stile del colloquio ma anche e soprattutto per i suoi esiti.

Ecco una discussione ordinaria, condotta nel modo in cui tutti noi, a prescindere dai toni, siamo abituati a conversare ogni giorno:

Yasmeen: Credo che la Luna sia fatta di giada.
Roberto: Ma che dici! La giada è verde, mentre la Luna è bianca. E poi gli astronauti ci sono stati e hanno portato indietro dei campioni che si sono potuti analizzare in laboratorio, quindi si sa per certo che la Luna è fatta di lava basaltica.
Yasmeen: Io non credo che ci siano davvero andati, sulla Luna.
Roberto: Eccola qui, un’altra pazza con la teoria del complotto! Certo che ci sono andati! Non hai visto le riprese televisive dell’epoca?
Yasmeen: Beh, io ho parlato con un ragazzo che ha visto il set dove hanno girato il tutto, così come ci hanno mentito anche sulle armi di distruzione di massa in Irak e su tante altre cose. Tu ti bevi davvero a tutto quello che vedi in tivù e che ti dice il governo?
Roberto: Ascolta, dalle nostre parti non saremo perfetti, ma se credi che siamo tutti imbroglioni e sei così prevenuta contro il nostro governo forse faresti meglio a tornartene al tuo paese!

All’inizio Roberto vorrebbe aiutare Yasmeen a correggere quella che egli ritiene un’evidente incoerenza logica e una lacuna informativa. Ma lei si sente attaccata e si difende mettendo in discussione il quadro concettuale di Roberto, il quale ne resta sconcertato e schernisce il punto di vista di Yasmeen. Il dialogo si avvita così in uno sterile confronto ideologico alla fine del quale i due restano più divisi e arrabbiati di prima. Nessuno è stato minimamente contaminato o ispirato dall’altro. Ognuno è convinto di avere ragione e di avere parlato solo per amore di verità, ma sente che il suo intento non è stato né apprezzato né rispettato.

Ecco invece come sarebbero potute andare le cose se i due interlocutori avessero seguito il metodo del “dialogo aperto” a cui si ispira il nostro gruppo:

Yasmeen: Credo che la Luna sia fatta di giada.
Roberto: Stavo proprio leggendo che gli antichi pensavano alle stelle come a dei gioielli incastonati nel cielo.
Yasmeen: Mmmm, che bello! Mi piace un sacco fare escursioni in montagna e guardare le stelle. Mi sento così bene a vedere tutte quelle luci scintillanti!
Roberto: Una volta, salendo al Sasso Piatto ho visto una ragnatela enorme con una goccia di rugiada ad ogni intersezione dei fili. Era uno spettacolo la varietà dei modi in cui scomponevano la luce del sole!
Yasmeen: I testi sacri indù raccontano la storia delle perle del dio Indra. Il suo regno è attraversato da fili di seta e vi è una bellissima perla ad ogni incrocio. Ogni perla riflette tutte le altre. E ogni riflesso contiene anche tutti gli altri riflessi e i riflessi dei riflessi, senza una fine, realizzando la ricchezza infinita dell’universo. Nello stesso modo, ogni oggetto nel mondo potrebbe non essere semplicemente se stesso ma contenere ogni altro oggetto e, in effetti, essere ogni altra cosa.
Roberto: Wow, che immagine potente! E’ un po’ come qualcosa che stavo leggendo sui modelli mentali delle menti degli altri. Ogni persona si fa un modello delle altre persone e anche dei loro modelli di altre persone, ecc. Riesco a vedere la stessa catena infinita di riflessi anche nel nostro dialogo, proprio qui.

Entrambi i “dialoganti” alla fine si sentono legati, ascoltati, emozionati. Emergono idee nuove che si contaminano creativamente a vicenda in un flusso unitario di pensiero vivo.

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